Manuale del PartigianoZen

CAMBIAMENTO E R(i)ESISTENZA QUI E ORA

RESISTERE O ARRENDERSI?

Quando iniziai a interessarmi di filosofie orientali e di spiritualità mi imbattei  in frasi che risuonavano più o meno così: “non resistere”, “arrenditi”, “non lottare”, “lascia che le cose siano così come sono”, “non sforzarti di cambiare nulla”, “tutto è già perfetto così com’è”…

Perfetto così com’è?!!! Non cambiare nulla?! Ma mi prendi per il culo? Ma se è tutto sottosopra? (questa era più o meno la reazione della mia mente, e a volte è ancora così…).

Per chi ha a cuore la trasformazione, per chi vorrebbe cambiare tutto e subito e non si rassegna alle storture che vede, certe frasi sembrano dissonanti, infantili, new age, superficiali.
Perchè arrendersi? Arrendersi a cosa? Come si fa a migliorare le cose se non si fa nulla? Perché bisogna non resistere e lasciar andare, quando ci sono milioni di cose da mettere a posto che non so nemmeno da che parte cominciare?

Resistere o arrendersi?
Resa e resistenza sembrano una contraddizione in termini.
Se non si va oltre le parole e l’illusorio dilemma resa/resistenza si finisce per fare il tifo per l’una o per l’altra, senza averci capito niente e restando nel proprio guscio mentale.

Occorre stare in guardia dagli improvvisati “sostenitori della resa”, quelli che lasciano andare tutto perchè “tanto ci pensa l’universo”, quelli che dicono di fluire con la vita, ma poi sono i primi a rimanere impantanati nei loro drammi.

Di solito “i sostenitori della resa” adottano una strategia comoda e pigra che evita loro possibili casini e seccature, tendono a nascondersi in un atteggiamento pseduo-zen anche quando la vita li chiama all’azione, a dire no, a prendere parte, a schiodarsi dal loro nido incantato e a manifestare il proprio pensiero e la propria verità.

Dall’altra sponda ci sono i “resistenti egoici”, che tendono a essere più impulsivi, ad avere fretta nel giudicare, a non vedere le sfumature e a non avere pazienza. Hanno una mente rumorosa, sono reattivi e non comprendono che inconsciamente rafforzano ciò che combattono. Devono sempre lottare contro qualcosa e difficilmente riescono a lasciarsi andare, ad ammorbidirsi, a smollarsi.

Come al solito la Via sta in mezzo, anzi, sta al di sopra di questa contraddizione di superficie.

In realtà Resa e Resistenza sono due facce della stessa medaglia.
Se messe al posto giusto e utilizzate in modo saggio sono entrambe delle benedizioni.

(MANUALE DEL PARTIGIANOZEN)

(Foto di copertina: Cavez)

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2 commenti su “RESISTERE O ARRENDERSI?

  1. brunolomele
    maggio 29, 2017

    carissimo giordano… bellissimo articolo e sono totalmente d’accordo con te… io nei miei seminari ed incontri uso un piccolo manufatto Koan per cercare di passare intuitivamente in due frasi ciò che tu riesci a ben spiegare qui… Io dico: «non accettare un accadimento significa rimanere intrappolati nel “come avrei voluto che fosse”; accettare un accadimanto significa entrare nel “come voglio che sarà.” grazie della tua interessante riflessione… un abbraccio.

    • manualedelpartigianozen
      giugno 23, 2017

      Caro Bruno,
      grazie del tuo commento. L’Accettazione e la Resa sono da molti anni al centro delle mie riflessione e delle mie esperienze. Quando sentivo certe parole sull’accettare e sulla Resa, proprio non capivo. Ora le cose cominciano a essere più chiare…Sarebbe interessante accedere al tuo “piccolo manufatto Koan”. Un abbraccio

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Questa voce è stata pubblicata il maggio 29, 2017 da .

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