Manuale del PartigianoZen

CAMBIAMENTO E R(i)ESISTENZA QUI E ORA

SE MIO PADRE VOTA SI

vota-no

Davvero, non  volevo scrivere nulla su questo referendum. Troppe parole, troppi casini, troppe fraintendimenti, troppi rincoglioniti (da tutte le parti).

Due cose mi hanno obbligato a scrivere: la prima è la voce continua dei miei antenati che dall’oltretomba mi urlano: devi scrivere qualcosa sul referendummmmm….. (eco), devi scrivere qualcosa sul referendummmm (ri-eco).
La seconda è più sconvolgente: sono andato da mio padre che mi ha annunciato che o non voterà o probabilmente voterà si. Questa è stata la goccia che mi ha fatto letteralmente “straboccare” i vasi.
Quindi ho deciso di scrivere e dedicare una poesia a mio padre sul referendum

PADRE MIO CHE STAI A CASA

Padre mio che stai a casa
E ti guardi sul televideo le azioni della borsa
E i tuoi dibattiti fintopolitici
Con l’illusione che anche tu conti qualcosa e sei nella democrazia

Sia santificato il Mercato, la Jp Morgan e le multinazionali
Già è il loro regno sia fatta la loro volontà
Che ci sia Renzi e Lucia Mondella poco importa

C’era una volta la Costituzione italiana
che quando Burl’osconi venne eletto nel 94
un monaco magro e saggio uscì dal suo conventino sulle colline bolognesi per costituire dei Comitati in difesa della Costituzione
sentiva che quel pezzo di carta era l’ultima spiaggia contro i padroni del mondo

ma adesso un più abile venditore di aspirapolveri
ti ha indotto in tentazione
con le giuste paroline che siam d’accordo tutti :
le riforme, snellire la burocrazia, dimezzare i senatori, nonsipuòdiresempreno,
e  anche se sei pur sempre un italiano medio pilotato dalla grande sorella Tv
avevi una testa e un cuore e una volta ci saresti arrivato da solo.

Padre mio che stai a casa
Non sai leggere, come quasi tutti,
la nuova riforma costituzionale di Sticazzi
leggi solo i giornali del bar che dicono che se vince il no usciamo dall’euro, la borsa scende e viene l’alluvione,

e mi dici alzando la voce che voterai si
e non ti sovvien preoccupazione
che il consiglio regionale e non più i cittadini potranno eleggere i senatori
che solo un partito controllerà il potere legislativo ed esecutivo,
che la Bce nel 2011 ha mandato una lettera in cui ha definito la politica del governo italiano: riforma del lavoro e riforma costituzionale e questo governo ha così perfettamente obbedito

che una costituzione non si cambia così, chiedendo un voto ai cittadini dei quali la stragrande maggioranza  non capisce di cosa si tratti.
che il problema delle sventure italiche non è la costituzione che basterebbe applicarla bene
ma il fatto che ci sentiamo sempre più impotenti davanti ai potentati economici, alla finanza, a leggi di un mercato che tratta tutto come merce, e che sono tutti incazzati e depressi.

Padre mio che stai casa
Se l’amministratore delegato di McDonald ha paura del no al referendum,
se questi prestigiatori camuffano il quesito della scheda elettorale
se le trivelle non le ha cagate nessuno ma per ‘sto referendum hanno il pepe al culo,
fai i tuoi conti, e non farli solo per te.

Liberati dal male

Amen

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Questa voce è stata pubblicata il novembre 22, 2016 da .
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