Manuale del PartigianoZen

CAMBIAMENTO E R(i)ESISTENZA QUI E ORA

COME NON FARSI TRIVELLARE I COGLIONI: 17 aprile, Istruzioni per l’uso.

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Se non vuoi farti trivellare i coglioni e godere della bellezza della vita, almeno per un giorno, segui queste semplici istruzioni domenica 17 aprile.

  • Svegliati quando ti pare, ma prima di mezzogiorno.
  • Prima di iniziare a pensare a quello che devi fare, fai 3 respiri e stira il corpo.
  • Apri le finestre e metti della musica.
  • Fai una colazione goduriosa, senza fretta.
  • Muoviti, fai una passeggiata, meglio se scalzo, sull’erba o sulla sabbia.
  • Lascia spento il telefono almeno per un’ora. Se no poi non ti lamentare che c’è sempre qualcuno che ti trivella i coglioni.
  • Guarda: è arrivata la primavera: anche se abiti in un posto di merda inquinato, c’è sempre un fiore e una pianta fiorita che ti ricorda che la Vita è più forte.
  • Programma in modo leggero come e quando andare ai seggi a votare per il referendum sulle trivelle.
  • Informati, se non l’hai fatto prima, sulle ragioni del si e del no. Non ci perdere troppo tempo, ma informati con buon senso.
  • Se non vuoi farti una testa così leggendo tutti i pareri, le opinioni degli espertoni, le minchiatine degli amici su facebook, le considerazioni dei giornalisti, semplificati la vita ascoltando un breve ma sostanziale commento di un essere discretamente intelligente, sufficientemente informato, a tratti simpatico, un po’ timido, saltuariamente paraculo, ma sincero e autentico. Chi è? Ovviamente sono io. Se vuoi leggerlo vai al punto seguente, se no non lo leggere.
  • Ho letto le ragioni del si e del no. Ho cercato di non fermarmi a una visione semplicistica che mi fa pensare automaticamente a una trivella piantata in mare come una cosa brutta e dannosa. Ho provato a non ascoltare solo quello che dice Greenpeace o Legambiente, ma anche chi dice che le trivelle non inquinano e che si perderebbero posti di lavoro. Il risultato è che ho capito che la mia visione di una trivella in mare come cosa brutta e dannosa non era semplicistica, ma azzeccata. Al di là di tutto, al di là della conservazione della salute, del rispetto e della preservazione del mare, delle sostanze chimiche rilasciate nei sedimenti marini, di pericoli catastrofici nel caso di perdite di petrolio, dei soliti interessi di pochi che per arricchirsi avvelenano e distruggono, di una parte politica collusa che blocca la diffusione di energie pulite; al di là di chi pensa “tanto è tutto inutile”  (compreso me a volte), al di là di chi ancora oggi dice se la merda dà lavoro allora continuiamo a produrre merda (e allora amico mio la merda mangiala tu), al di là della sudditanza della politica agli interessi dell’industria fossile (la peste nera di questo secolo per cui si fanno le guerre), … insomma al di là di tutto questo a me l’immagine di una trivella in un mare non piace per niente. A me basta.  Mi basta sapere che quando cerco pace io vado nella Natura, se voglio star bene io vado al Mare. E se lo vedo perforato, inculato da delle sanguisughe artificiali che gli succhiano materia per far andare industrie e macchine che inquinano e arricchiscono delinquenti, beh, io sto male. A me questo basta.  Non è solo un referendum sulle trivelle entro i 12 metri dalla costa. Il significato è più ampio:  in gioco ci sono il rapporto tra energia e territorio, lo sblocco di nuove forme di energia pulita a basso costo, e per quanto mi riguarda, un rapporto diverso tra l’essere umano e la Creazione, che non è una cosa da sfruttare, ma bellezza vivente che dona pienezza e meraviglia. E’ un si a  Pachamama, la Madre che nutre e da la vita. Io mia Madre non la stupro, e se posso fare qualcosa, non la lascio stuprare.
  • Recati ai seggi, se puoi fallo a piedi o in bici. Quando entri, se puoi saluta: prova con un “Buongiorno!” se è giorno, oppure “Buonasera!” se è già sera.
  • Fatti consegnare una scheda e una matita e entra con calma nella cabina elettorale.
  • Metti una croce sul si, richiudi la scheda, consegnala, saluta ed esci dal seggio.
  • Per festeggiare mangiati un gelato, una cioccolata o fatti un bicchiere di vino. Se sei astemio e vegano, fatti una tisana al peperoncino.
  • Se puoi balla.
  • Fatti una doccia cantando, anche se sei stonato.
  • Fai una cena con poche persone a cui vuoi bene. Se non c’è neanche uno a cui vuoi bene fai una dichiarazione d’amore a te stesso e prepara una cena solo per te.
  • Se non sei morto, significa che  l’Esistenza ti ama, ti muove, ti respira e ti accetta così come sei. Ringrazia e ringraziati.  Poi, secondo me, ti ama anche se sei morto.
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Questa voce è stata pubblicata il aprile 4, 2016 da .
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