Manuale del PartigianoZen

CAMBIAMENTO E R(i)ESISTENZA QUI E ORA

COME CREARE CAMPI DI STERMINIO IN DUE MOSSE (O COME TAGLIARE IL FILO SPINATO)

Libertà-dalla-prigionia-e-dal-confino

Quando non sai chi sei, è naturale che vai alla ricerca di un’identità.

Gli esseri umani hanno fame costante di un’identità in cui riconoscersi, che plachi il senso di vuoto, quella paura folle di sentirsi non riconosciuti e di essere nessuno.
L’identità nazionale, l’identità padana, l’identità religiosa, l’identità professionale, l’identità familiare, l’identità sessuale…. che palle.
Quante guerre assurde per false identità.
L’identità egoica è sempre esclusiva, deve innalzare se stessa e sminuire e combattere altre possibili identità.
Cerchiamo disperatamente delle identità, ma non ci accorgiamo che queste identità diventeranno trappole dalle quali difficilmente riusciremo a liberarci.Non c’è nulla di male nel giocare al gioco delle etichette e delle identità, ma quando dimentichi che questo è un gioco e lo fai diventare la tua disperante ragione di vita, allora iniziano casini su casini.

La tua vita ruota attorno alla ricerca dell’identità perduta.
Così cerchi un ruolo, una funzione, un riconoscimento, una speranza, una rivincita, una immagine di te proiettata nel futuro realizzata la quale finalmente potrai dire: ce l’ho fatta, sono questo e sono appagato.
Purtroppo nessuno ti ha detto la veritá, che é proprio tutto il contrario di quello che di solito si pensa:

non c’é appagamento duraturo in una identificazione poiché ogni identificazione per sua natura decade.

Il mondo è in continuo cambiamento, ma tu sei così sciocco da cercare una identità duratura in esso.
Ma a te questa veritá non piace, e allora provi a diventare qualcuno. Forse qualcuno di famoso, di importante, di ricco, di figo, di brillante, qualche bambola stupenda e seducente, qualcuno di forte che faccia invidia agli altri. O magari cercherai di diventare come tuo padre, come tua madre (o di diventare il loro opposto), o qualche mito ideale che ti hanno messo nella mente, qualche personaggio che la società in cui vivi ti ha convinto che è arrivato dove tutti vogliono arrivare.

Cercherai identità e appartenenza nella squadra del cuore, nel partito, nel gruppo, nella religione, nella famiglia, nella tua terra, nella tua professione, nel tuo uomo, nella tua donna, nella tua personalità, nella tua cerchia spirituale.
E farai la guerra per difendere la tua appartenenza illusoria, forse sarai disposto anche a fare del male, a offendere, a uccidere.
Se qualcuno minaccia il tuo senso di identità potrai cercare di eliminarlo, psicologicamente o anche fisicamente.

I campi di sterminio si creano così.

Quando l’identità si cristallizza, quando c’è una identificazione esclusiva con un oggetto, con un ideale, con un libro sacro, con un profeta, con un gruppo, con un comportamento sociale, con una razza, con una terra, allora si sono già create le premesse per il nazi-fascismo.

Tutte le volte che riduciamo le persone a delle identificazioni fisse, automaticamente le giudichiamo e le condanniamo.
Non facciamo altro che creare dei campi di concentramento, che in particolari condizioni sociali possono anche manifestarsi concretamente.
Se facciamo questo agli altri significa che lo abbiamo già fatto a noi stessi in precedenza: abbiamo già ristretto il nostro spazio vitale e costruito del filo spinato intorno.

Se ti costruisci un’identità fissa e immutabile, se elevi muri per proteggere il tuo senso di appartenenza, poi sei obbligato a difendere ciò che credi di essere e di avere.
Per fare questo dovrai etichettare qualcun altro come diverso, trovare qualcuno con cui prendertela, dovrai abbassare il suo valore mettendogli un’etichetta spregevole, dovrai giudicarlo e combatterlo.

I fascismi di ogni tempo si creano cristallizzando l’ego collettivo in una forma pensiero.
Per fare questo è indispensabile imporre un forte senso di appartenenza e la creazione di un nemico comune.

L’ego è affamato di identificazione.
Ha un disperato bisogno di identificarsi in qualcosa, di dire: io sono questo.
Ha paura di essere nessuno, di scomparire.
È una piovra che cerca di attaccarsi alle forme e alle idee per continuare a sopravvivere.
Si rinforza quando classifica, giudica, valuta, separa, generalizza, identifica.
I rapporti con le persone sono inquinati da questa separazione che genera invidie, gelosie, bramosie, frustrazione.
Sparlare di qualcuno, insinuare, calunniare, giudicare, sono atteggiamenti dell’ego per confermare e pompare il proprio senso di identità.
Mettere l’etichetta fissa a qualcuno è un modo per esercitare un controllo, per metterlo in uno schema così che possa essere riconoscibile dal tuo ego.
Quando riesci a controllare con il giudizio, a rinchiudere gli altri in uno schema o in una classifica ti senti più sicuro e più potente. Hai la sensazione di essere nel giusto mentre l’altro sbaglia, così il tuo ego viene confermato.

Per difendere la costruzione delle tue identità, dovrai continuare questo gioco al massacro. Ma alla fine ci perderai solo tu.
Perché quello che fai agli altri lo fai a te stesso.
Perché come giudichi, ti giudichi.
Come classifichi, ti classifichi. Come tratti le persone, ti tratti. Come cerchi di intrappolare gli altri in strutture e identificazioni, così fai con te stesso.
Finché non riconosci chi sei, sei obbligato a cristallizzarti in una identità, perché vivere senza identità è doloroso e spaventoso. Questa identità poi diventerà il tuo inferno e cercherai di scappare, inutilmente.
Se non comprendi il meccanismo, cercherai poi un’altra identità di cui sarai di nuovo vittima, come insegna il nostro Pirandello. Dalla schiavitù dell’identificazione non si scappa con un’altra identificazione. L’unico modo è andare oltre l’identificazione stessa.

Tu sei già.  Tu sei già chi sei.

Occorre trovare il coraggio di lasciare le identificazioni a cui sei attaccato e lasciare emergere il tuo vero volto. Solo così le identità non sono più una prigione e smetterai di creare campi di concentramento in cui metti principalmente te stesso.
E allora, forse, potrai essere Nessuno, giocando al gioco delle identità senza esserne identificato e posseduto.

Sarai nulla perché sarai tutto.

(MANUALE DEL PARTIGIANOZEN)

 

COME AVERE IL MANUALE DEL PARTIGIANOZEN

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il gennaio 21, 2016 da .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: