Manuale del PartigianoZen

CAMBIAMENTO E R(i)ESISTENZA QUI E ORA

SUL SERIO

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Nell’estate di quattro anni fa venni  selezionato da Medici Senza Frontiere per un progetto educativo al Cara di Mineo, il centro per richiedenti asilo più grande d’Europa. Con entusiasmo partii per la Sicilia.
Era il periodo della guerra in Libia, molti sbarcavano a Lampedusa fuggendo dalle coste libiche.

Un pezzo di mondo mi si squarciò davanti: il mondo che non puoi vedere sui telegiornali, non puoi capire su youtube, condividere su facebook, leggere su un quotidiano, filmare col telefonino.
Un mondo orribile, fatto di storie di gole tagliate e di stupri, di viaggi senza acqua del deserto del Sahara o nascosi nei container asfissianti in Grecia, di amici gettati in mare, di viaggi da migliaia di euro dall’Afghanistan per sfuggire ai talebani o per scappare da una condanna a morte certa in Etiopia per aver espresso pubblicamente un’idea.
Ma anche un mondo bellissimo fatto anche di sorrisi, rispetto, umanità, umiltà, amicizia, vita vissuta.

Ricordo ancora con gioia la mia classe di italiano al Cara di Mineo, con tutti questi volti di nigeriani pakistani bengalesi ivoriani ghanesi afgani eritrei, i loro tentativi goffi e nobili di imparare una lingua difficile e le loro richieste di aiuto alle quali il più delle volte non sapevo come rispondere, gettandomi nell’impotenza e nella frustrazione.

Dopo 5 anni l’Occidente sembra stupirsi delle ondate migratorie continue e sempre più consistenti, e qualcuno si indigna per le foto di bambini morti sulle spiagge dove a pochi metri i turisti trascorrono i loro ultimi giorni di vacanza. (la foto qui sopra, un bambino siriano annegato in una spiaggia turca, uscita oggi su media internazionali, ha fatto notizia e ha giustamente acceso un dibattito, ma avrebbe potuto essere scattata anche cinque anni fa; per me, purtroppo, niente di nuovo).  La guerra in Siria e il Medioriente infuocato producono quotidianamente tonnellate di disperati e il Cara di Mineo, il centro di accoglienza più grande d’Italia, dove lavorai allora, è tornato alla ribalta delle cronache per una gestione mafiosa e corrotta di politici e imprenditori italiani ed è stato ora commissariato dal governo.

Il Cara (Centro Accoglienza Richiedenti Asilo), a pochi chilometri dal paesino di Mineo, è un non luogo di 400 villette, detto villaggio degli Aranci, abitato prima dalle famiglie di militari americani che operavano nelle vicine basi militari di Sigonella.

Come stanno bene questi immigrati nelle villette degli americani eh? E coi nostri soldi!
Qualcuno l’ha detto e l’ha pensato.
Beh… si le villette erano belle ve l’assicuro…. Per quanto riguarda i nostri soldi, dovreste chiedere all’allora presidente del consiglio Berlusconi e l’allora ministro dell’interno Maroni (dello stesso partito di quel Salvini che tutti conoscono per la sua acutezza politica e bellezza interiore) , che decisero di pagare un affitto spropositato al gruppo Pizzarotti di Parma (non c’entra col sindaco di Parma) per metterci dentro migliaia di immigrati di nazionalità e religioni diverse.
Soluzioni diverse erano possibili. Sindaci della zona proposero diverse strutture, alcune gratuite,  ripeto gratis, per accogliere in modo più intelligente i rifugiati. Ma gli americani avevano da poco disdetto il contratto con il gruppo  Pizzarotti e allora senza i rifugiati del mediterraneo il residence sarebbe andato rimasto sfitto.  Che culo che ci sono gli immigrati.

Solo per l’affitto dell’ex villaggio di Mineo, la Pizzarotti Spa ha ricevuto circa sei milioni di euro annui. Soldi pubblici, nostri, chiedeteli indietro ai Salvini di ieri e di oggi.
Nel mentre gli immigrati… aspettavano e aspettano. Aspettano una  commissione che gli deve dire se hanno i requisiti per essere considerati rifugiati oppure devono essere rispediti a casa. I tempi di attesa sono in genere, di più di un anno. Loro aspettano. Non possono lavorare, non possono cucinare, non possono fare molto, se non aspettare. Possono scappare se riescono, ma poi diventano clandestini, e cazzi loro.

Oggi l’inchiesta partita da ‘’Mafia capitale’’ fa emergere un quadro in cui si conferma come il Cara di Mineo fosse un bacino di voti , posti di lavoro, appalti e fornitori con un giro di cento milioni di euro all’anno. In cima la figura di Giuseppe Castiglione indagato dalla procura di Catania, luogotenente di Angelino Alfano in Sicilia. Un sistema ben congegnato in cui il Cara di Mineo è diventata l’industria più grande della zona e ha trasformato posti di lavoro in un massiccio sostegno elettorale per il Nuovo Centro Destra, alleato, tanto così per dire, con il Pd di Renzi.

Mi tengo solitamente fuori dai particolari di tutte queste vicende, che in definitiva sono tutte uguali: potere, corruzione, soldi sporchi, sfruttamento, egoismo, ipocrisia, violenza, ingiustizie. Un mondo di ladri e esseri orribili, mostri in giacca e cravatta, molto più pericolosi di qualche clandestino ubriaco.
Ma al Cara ci ho lavorato, e sempre porto nel cuore i volti di alcuni di quei ragazzi che frequentavano la mia classe,  non so che fine abbiano fatto, e forse mi sento un po’ responsabile.

Oggi la diaspora migratoria prende le prime pagine dei giornali, e il sistema della disinformazione soffia sulla paura e sull’allarmismo, senza spiegare il perché delle cose, senza farci riflettere sulle radici del problema e sulle sue eventuali soluzioni reali.
Si, non ci sono ricette semplici e gli slogan lasciamoli alla politica.
Tutto in questo mondo è collegato e tutto ha una causa che produce una conseguenza. Gli stupidi stanno sulla superficie, pronti a prendersela con lo sfigato che non può difendersi, contro chi non conoscono, mossi da idee storpiate e false che sentono al bar, o leggono in qualche giornale.

E allora, caro italiano, se davvero hai paura, se davvero vuoi essere padrone a casa tua, se davvero sei stanco e povero e senza lavoro, prenditela con i veri invasori della tua serenità e del tuo benessere.

Prenditela con i giornalisti e redattori di giornali che mettono in prima pagina la notizia di un immigrato che ha rubato una mela in un supermercato e in ultima pagina la notizia di un altro straniero che viene ammazzato a sangue  davanti alla figlia perché aveva cercato di sventare una rapina (i rapinatori erano italiani).

Prenditela con i politici che hai votato, che ti manipolano cercando consenso attraverso la parte peggiore di te, che cercano di inventare nemici che non esistono, e che ti fanno entrare in casa amici che sono nemici.

Prenditela con i telegiornali e i  programmi televisivi che ti fanno compagnia, che sanno solo usarti e violentarti, cambiando abilmente la realtà e  facendoti entrare nel tuo cervello un veleno che ti distruggerà.

Prenditela con le multinazionali che continuano a devastare l’Africa e a togliere a loro posti di lavoro e ricchezza, multinazionali a cui dai i soldi ogni santo giorno nel tuo carrello del supermercato.

Prenditela coi negozi di telefonia e le aziende produttrici di telefoni cellulari, che funzionano grazie a dei minerali estratti in Congo in condizioni di guerra, in aperta violazione dei diritti umani e favorendo gruppi militari e conflitti.  Prenditela con il tuo smartphone che usi far sapere al mondo quanto sei figo, per dire che sei sul treno quando sei sul treno, e che stai pisciando quando stai pisciando .

Prenditela con il contenuto del serbatoio della tua macchina, quell’oro nero come la morte che da un secolo determina guerre e ingiustizie mondiali,  e se proprio devi dare fuoco piuttosto che a un centro profughi prova con un distributore di benzina o una compagnia petrolifera.

Prenditela con la tua banca  e guarda dove vanno a finire i tuoi risparmi di una vita, le azioni e le obbligazioni che sottoscrivi, come vengono utilizzati e perché.

Prenditela con il gruppo Finmeccanica (il primo gruppo industriale italiano) e il made in Italy delle armi, il cui 28% nel 2014 è stato spedito senza problemi e permessi di soggiorno, in nord Africa e in Medio Oriente, armi che incrementano i conflitti dai quali migliaia di persone devono scappare.

Sii padrone a casa tua. Prenditela con i tuoi datori di lavoro, con gli imprenditori mafiosi, con le industrie che da settant’anni devastano l’ambiente e il territorio a casa tua, con il tuo comune che costruisce un autodromo vicino a un’oasi ambientale, con la globalizzazione del tuo cervello che ti impone dei desideri e dei comportamenti che non sono i tuoi.

Se davvero fai sul serio, prenditela con chi ti fa male sul serio.

Ma, caro italiano, tu non fai mai sul serio, sei solo un bravo attore, ti conosco, perché forse non è vero che sei così stanco e povero e senza lavoro. Stai male, certo, ma hai un male dell’anima che ti corrode e un’antica ipocrisia.
Continuerai a dormire e a lamentarti un po’, finchè non ti arriverà una botta forte, ma forte forte.

Che siano gli immigrati, la crisi, un terremoto, i tuoi bei progetti in mille pezzi, la perdita di quello che hai, non lo so.
Ma so che, per fortuna, sta arrivando.

GIORDANO RUINI

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2 commenti su “SUL SERIO

  1. Pino
    settembre 5, 2015

    Sì…sta arrivando. La consapevolezza e la responsabilità verso le sorti del mondo ci renderà pronti.

  2. isa vicario
    settembre 6, 2015

    molto bello, lo condivido, grazie

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Questa voce è stata pubblicata il settembre 3, 2015 da .
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