Manuale del PartigianoZen

CAMBIAMENTO E R(i)ESISTENZA QUI E ORA

TE LA DO IO LA CRESCITA

news_img1_67298_evoluzione-uomo

Carissimo lettore,
anche se tu non lo sai, io lo so che tu credi nello sviluppo.

Io lo so che hai la speranza che nel futuro le cose vadano meglio, che la crisi finisca, che l’economia cresca, che troverai un lavoro sicuro, che incontrerai il principe azzurro, che avrai una bella casa al mare o che diventerai illuminato.
Provo una certa gioia mistica (e forse un po’ bastarda) nel dirti con assoluta sicurezza che le tue speranze egoiche (qualsiasi esse siano) sono delle stronzate illusorie basate su una errata concezione dell’idea di sviluppo.
Ti spiego perché.

La Vita e la Natura ci insegnano che il tempo è ciclico (le stagioni si ripetono, il giorno e la notte si alternano ecc.), che niente si crea e niente si distrugge, e che l’esistenza è un continuo gioco tra opposti (non c’è guadagno senza perdita, non c’è gioia senza dolore, non c’è creazione senza distruzione).
Ma a te la favoletta dello Ying e dello Yang ti fa ‘na sega, vero?! Bravo pirla.
E infatti tu credi intimamente nell’idea di sviluppo.
Cos’è l’idea di sviluppo?
È quella credenza che ti dice che il meglio deve ancora venire, che la storia è una linea retta che dovrebbe andare verso l’alto, che la speranza è l’ultima a morire, che domani sarà un giorno migliore vedrai, che la lotta porta alla rivoluzione e la rivoluzione a un mondo perfetto, che quando muori c’è il paradiso, che dopo aver sperimentato tutte le pratiche spirituali diventerai un Buddha, e che alla fine vissero tutti felici e contenti.

L’idea di sviluppo è la convinzione che la felicità arrivi nel futuro.
Non solo pensi che la felicità sia nel futuro, ma tu sei convinto che sia proprio lo sviluppo che ti porterà un giorno alla felicità. E senza pensarci permetti allo sviluppo di fare qualsiasi cosa, senza curarti di cosa o come lo fa: l’importante è la sua promessa di felicità (illusoria).
Non voglio farti diventare triste, non ne hai motivo.
Infatti lo sviluppo è frutto di un’illusione, ma il progresso no.
Il progresso esiste.
Tutto ciò che aumenta il reale benessere dell’uomo, contribuisce all’evoluzione dell’essere umano e riduce il senso di separazione è progresso.
Ad esempio se c’è il sole, hai dormito da dio, e fai una passeggiata al mare in compagnia di una persona meravigliosa, il prodotto interno lordo, lo sviluppo, non aumenta. Anzi, se per andare al mare non hai preso la macchina, magari diminuisce.
Però tu stai meglio. Respiri aria buona, assapori il profumo del mare. Ti senti parte del mondo, gioisci della compagnia che hai, sei quasi felice di esistere.
Questo è il progresso.
Se invece dormi male, ti fai sei caffè al bar per svegliarti, compri nove scatole di ansiolitici (perché hai preso troppo caffè), litighi con la tua ragazza, poi prendi la macchina e le compri un regalo costoso per farti perdonare, nella fretta fai un incidente in cui sfasci l’automobile e rimani paralizzato per il resto della tua vita… beh, o mio amabile lettore, tu ci scherzerai, ma oggi questo nella società in cui vivi è chiamato sviluppo.
Infatti l’indicatore di benessere, il cosiddetto PIL, aumenta, perché non solo hai consumato, ma hai fatto aumentare i profitti delle assicurazioni, delle fabbriche di automobili e dell’industria farmaceutica.
Questo è sviluppo, ma non è progresso. Ti sembra chiaro?

Sviluppo è l’aumento di un indice statistico all’interno del sistema del consumo.
L’idea di sviluppo non è il naturale atteggiamento che sorge in merito a un soddisfacimento di un bisogno reale. Quello è progresso.
L’idea di sviluppo è sfruttare per produrre per consumare per produrre per consumare per sfruttare, per arrivare… dove?

L’idea di sviluppo non è solo una concezione del mondo che attraverso la scienza e la tecnica sta devastando il pianeta, ma è anche un meccanismo ben radicato nel tuo cervello.
Pensa a una persona che vuole qualcosa da te (soldi, sesso, favori, attenzione egoistica) e tu senti profondamente che a quella persona non gliene frega nulla di come stai e chi sei tu.
Questa persona ti tratta in sostanza come un oggetto, un mezzo per un qualche profitto: è dominata dalla mente calcolante e sta agendo in base all’idea di sviluppo.
E tu?
Verifica quante volte in una giornata stai, per esempio, ascoltando qualcuno per quello che dice e che è, oppure cerchi, anche inconsciamente, di capire quanto questa persona ti può servire ed essere utile per una tua soddisfazione di qualche tipo nel futuro.
Se togli il cuore dalla vita, ti rimane la mente calcolante, che si proietta nel passato e nel futuro e cerca qualche nuovo guadagno materiale o spirituale.
Sei convinto che la tua felicità sia da qualche parte nel futuro, e fai di tutto per averla, a costo di essere infelice adesso.

La grande tragedia dell’essere umano è l’incapacità di vivere nel solo momento in cui la vita è reale, cioè Adesso.
La corsa folle allo sviluppo che sta distruggendo il pianeta e l’umanità intera è semplicemente l’applicazione su larga scala della tua mente calcolante, che cerca incessantemente nuovi irreali appagamenti, che non sa godere del Presente, che cerca ansiosamente soddisfazione nel futuro.
Quante cose pensi e fai nella tua giornata che contribuiscono al vero progresso, cioè che ti fanno crescere come persona e ti rendono più consapevole e felice?
Quanto tempo dedichi a ciò che ti fa davvero bene?
Quante cose pensi e fai nella tua giornata che non contribuiscono al tuo progresso, ma a uno sviluppo distruttivo e imbecille che ti succhia la vita?
Mollaci.
La felicità non arriverà mai domani.

Ora fai qualcosa che fa diminuire il P.I.L. e aumentare il F.I.L.
Il F.I.L. è l’indice della FELICITÀ INTERNA LORDA, vero indicatore di progresso, che è stato tra l’altro adottato dal governo del Bhutan (che ha felicemente mandato a cagare il PIL).
Il Fil è il tentativo di definire parametri alternativi alla statistica del Pil, che misura solo la produzione fine a se stessa, senza considerare il benessere reale degli individui e della collettività.

La ricchezza non è il Pil.
Ricchezza è svegliarsi al mattino e respirare aria buona, bere acqua pulita, avere amicizie sincere, meravigliarsi annusando un fiore, autoprodurre energia, essere appagati in se stessi.
È ora di dare attenzione a ciò che ha valore e lasciar perdere la spazzatura impacchettata da altri.
Cosa ti dà (o ti potrebbe dare) un nutrimento appagante?
A cosa dai valore?
Nella tua giornata, lasci spazio a ciò che ti fa stare bene?
Inizia adesso fai qualcosa che ti fa stare davvero bene, che ti da gioia, che ti nutre il cuore.
Tutte le volte che sei focalizzato sul futuro o sul passato e che l’idea di sviluppo ti manipola, fai un respiro, rimani consapevole e ripeti il mantra con le tre lettere sacre V-A-F: VAAAAAFFF.

Oggi celebra te stesso e godi la bellezza, sempre gratis, dell’essere vivo.
Almeno finché sei vivo.

(tratto dal capitolo SVILUPPO E PROGRESSO dal Manuale del PartigianoZen)_

https://manualedelpartigianozen.wordpress.com/libro/

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il marzo 23, 2015 da .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: