Manuale del PartigianoZen

CAMBIAMENTO E R(i)ESISTENZA QUI E ORA

PAROLE, SOLTANTO PAROLE, PAROLE D’AMOR

pappagallo-giappone

Una volta pensavo che il sapere e la conoscenza fossero la saggezza.
Volevo sapere, studiare, conoscere, imparare, perchè pensavo di diventare migliore.

Poi osservavo gli intellettuali, i laureati, i professori, e vedevo che un uomo con una testa piena di sapere non è necessariamente un essere umano saggio.
Vedevo un sacco di deficienti pieni di cultura, di professori universitari con menti eccelse e personalità meschine, di ego infantili esibizionisti di sapere perchè non avevano altro da esibire.
E vedevo che anche io sapevo sempre più cose, ero più bravo nel comunicarle, potevo sfoggiare un certo tipo di conoscenza e fare bella figura, ma non era quello che mi faceva essere migliore, più saggio, più felice, più in pace.

La saggezza non c’entra con la conoscenza.
La conoscenza è un accumulo, una collezione, un prodotto, un oggetto.
La conoscenza è un possesso.
Un possesso bellissimo, forse il più bello, ma rimane un possesso. Può servire, può essere utile. Ma non è saggezza.
La persona più idiota di questo mondo può essere la più acculturata, non c’è una contraddizione. Sarà solo una persona idiota con tre lauree e un master, avrà tanta conoscenza presa in prestito, ma rimarrà l’idiota che è.
La saggezza è qualcosa che viene molto prima, e in genere si disvela e si riconosce consapevolmente molto dopo la conoscenza.

Questo libro è fatto di parole, e le parole sono il prodotto del linguaggio, e il linguaggio ha a che fare con la mente.
Il linguaggio è bellissimo, fantastico, creativo, e io mi diverto tanto con le parole.
Però le parole sono parole e bisogna ricordarsi che sono solo parole. Se sei davvero intelligente non ti ci aggrappi, ma cogli qual è il significato reale di quello che sta dentro e oltre le parole.

Stai attento, perchè le persone uccidono per le parole, si fanno le guerre per delle parole; e anche tu sei vittima delle parole perchè ti ci attacchi. Sono sicuro che recentemente, sei stato arrabbiato, preoccupato, infastidito, innervosito ecc. per colpa di qualche parola.

Quando un uomo parla, sbaglia (e anche una donna, non dimenticarlo).
Puoi approssimarti il più possibile alla verità o sparare boiate colossali (e c’è differenza), ma comunque il linguaggio sarà sempre, per sua natura, contradditorio.

Per questo dovrai bruciare questo libro.
Ma prima assicurati di averlo comprato e soprattutto pagato.
Ma solo i coglioni e i nazisti bruciano i libri. E poi stai attento: in Italia bruciare un testo sacro è reato.
Ma soprattutto non è necessario bruciare una cosa se l’hai compresa, puoi lasciarla andare.

La grandezza dello Zen è che non puoi costruire idoli, non puoi scolpire identità fisse, non puoi cristallizzare ideali, non puoi fare affermazioni assolute (compreso questa affermazione).
Non puoi fare e dire nulla di egoico perchè subito lo Zen te lo distrugge e tu rimani in mutande.
Nello Zen si dice: “Se incontri il Buddha uccidilo, se senti parlare di lui passa oltre”.
Non aggrapparti a nulla: alle parole, agli idoli, ai concetti, ai maestri, a dio, all’assenza di dio, alla tua idea di realtá.

Ogni costruzione mentale, ogni giudizio, ogni pretesa, ogni conoscenza che vai sbandierando e di cui ti senti paladino, ogni presa di posizione arrogante, ogni sicurezza inviolabile, ogni conquista egoica, lo Zen te la smonta con una scoreggia.

Lo Zen non consente nessun potere, nessuna dittatura, nessun arbitrio, nessun fascismo, nessuna prepotenza, nessuna forma di arroganza, perché il sistema è già crollato ancor prima di aver messo il primo mattone.

Qualsiasi pensiero o parola è potenzialmente risucchiabile dalla mente calcolante di superficie. La mente arriva ovunque e perverte tutto ciò che incontra.
Lo Zen conosce l’astuzia della mente umana e anticipa la sua follia prima che essa provi a fare lo schemino, a fissare una regola, a mettere l’etichetta, a illudersi, a costruire un castello per la stupida tranquillità dell’ego.

Devi essere umile in modo sano e stare molto attento perché lo Zen è irriconoscibile per la mente stupida e superficiale.
Il PartigianoZen, il rivoluzionario del Presente, dovrebbe essere irriconoscibile, come i veri poeti, i grandi mistici, i grandi artisti: irriconoscibili per la mente volgare, per la cultura consumista, per il potere dominante.

Essere irriconoscibili è piena libertà, perchè non c’è nessuna possibilità per la mente di rinchiudere, classificare, misurare, catalogare, incastrare, imprigionare.
L’irriconoscibilità è la morte dell’ego.

Spero che anche questo libro sia, per la mente calcolante, un po’ irriconoscibile, un po’ inclassificabile .
Quindi se sarà un successo avrò fallito.
Ma non preoccuparti, tu compralo comunque che a fermare il successo ci penso io.

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Questa voce è stata pubblicata il luglio 30, 2013 da .
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