Manuale del PartigianoZen

CAMBIAMENTO E R(i)ESISTENZA QUI E ORA

CHI SI FERMA E’ SALVATO

homer-buddha

(…)  Vai in un centro commerciale, il moderno campo di concentramento del consumo.

Osserva la gente, il luogo, l’energia. Le persone sembrano come ipnotizzate, istupidite dagli oggetti, attaccate alle cose, agli aggeggi che sembrano essere sempre nuovi e pieni di promesse.
Perché si accampano in coda per l’ultimo Iphone? Che cosa fanno con tutti quei carrelli pieni di cose, molte delle quali inutili cazzate che dimenticheranno in fretta? Che cosa fanno?

Scappano.
Scappano da se stesse. Siccome non vogliono vedere il vuoto del Nulla che le avvolge, cercano di scappare con le poche cose rimaste, dopo che dio, il partito e tutto il resto sono morti.
Sono disposte a lavorare dieci ore al giorno con fatica e disgusto, perdere ore per guidare e parcheggiare, stare nella confusione, spendere quello che hanno guadagnato lavorando di malavoglia, per ingozzarsi di cose nocive, per comprare prodotti tecnologici che dopo tre mesi diventeranno obsoleti.

Scappano attraverso il consumo, incatenati da uno stimolo al possesso dopo l’altro, sedotti dalla promessa inconscia e vuota di appagamento che la società ha abilmente costruito.

 
Ora puoi capire meglio da cosa è causato il trionfo della società dei consumi, che avevamo in precedenza identificato come uno dei nemici esteriori più potenti.
 

Il fascismo della società dei consumi è creato dal Nulla.

 
Che cosa rimane se non c’è nessun dio, nessuna ideologia, nessuna promessa futura, nessun investimento di valore, nessun fondamento interiore, nessun appagamento reale, se non attaccarsi al possesso, al denaro, al consumo, all’esibizione, al potere e al sesso?

 
Non sono un moralista (solo ogni tanto, giusto per divertirmi).
Non sto dicendo che è meglio credere in Dio, professare un’ideologia, ritornare ai valori del passato o diventare un eremita. Non ti sto incitando al rifiuto degli oggetti, del denaro, del sesso, non sto dicendo che possedere oggetti, godere delle cose e delle sensazioni sia peccato. Quello l’hanno fatto per secoli i religiosi ipocriti, e io sono il primo a mandarli a quel paese.

Noi siamo nati per godere e celebrare la bellezza dell’Universo.

Ma tu non stai godendo, fai solo finta di godere. Non è questo il vero godimento.
C’è differenza tra la brama incessante e automatica della sensazione e il Sentire.

Il Sentire è la porta di accesso al vero godimento. Sentire è attenzione al proprio corpo, consapevolezza di se stessi e delle sensazioni, riconoscimento dello spazio interiore e intelligenza emotiva. Il Sentire è la porta di accesso alla saggezza e alla beatitudine.

Apprezzare, godere di un oggetto, provare piacere nell’utilizzo di una cosa ma sapere che l’oggetto non aggiunge e non toglie nulla alla propria felicità cambia l’approccio alla vita e spezza l’attaccamento al consumo.
La ricerca forsennata della sensazione, invece, è scappare dal Sentire. L’ansia del consumo è figlia della disperazione.

Dentro di te c’è un meccanismo che ti fa desiderare un oggetto (materiale o immateriale) perché nel tuo computer interno c’è un virus che ti promette che è lì che troverai il tuo totale appagamento.
Che il tuo attaccamento sia un uomo, una donna, un gelato, una villa al mare, un posto in Parlamento, o l’illuminazione spirituale, tu stai bramando un oggetto.
Sai cosa vuol dire questo?

Significa che la società dei consumi l’hai creata tu.

 
Tu hai creato la società dei consumi.

 
Condoglianze.

Facciamo un momento di silenzio per questa tragica notizia.

 

Il fascismo della società dei consumi non è una sventura venuta dall’alto, non è solo il diabolico piano studiato a tavolino dai potenti del mondo. La società dei consumi si origina nella tua mente.
Cercare soddisfazione nel consumo è sicuramente una strategia proposta e imposta dal paradigma sociale della modernità ma non potrebbe esistere se non trovasse uno spazio preponderante dentro di te.
Il materialismo consumista è un impulso fortissimo che parte prima di tutto dalla tua mente, e la società dei consumi è la manifestazione esteriore della (tua) mente calcolante che non trova pace in se stessa e cerca sollievo nell’oggetto e nel possesso.

Il nemico esterno è generato da un nemico interno.

Tu crei la società dei consumi a partire da questo attaccamento al desiderio e allo stimolo permanente.

Non a caso la modernità consumistica è basata sullo stimolo ad oltranza.
Tutto è costruito per stimolarti in modi sempre nuovi. Tutto è sempre più veloce, immediato, istantaneo; i tempi imposti sono quelli della pubblicità, elaborati abilmente per iniettarti il desiderio e non darti il tempo di riflettere. Il silenzio imbarazza, i momenti vuoti ti agitano, la noia è da evitare.
Tutto deve essere riempito da qualche stimolo, basta non fermarsi. Il casino, il traffico, il rumore, la Tv, i telefonini sempre accesi, la tecnologia inarrestabile, sono i tentativi inconsci di cancellare il terrore degli spazi vuoti.
Il lavoro, le ferie, la spesa, il cibo, la multisala, la disco, la tv, la partita, facebook : chi si ferma è perduto.

La modernità è una corsa folle allo stimolo.

 

I can’t get no satisfaction and i try, and i try and i try[1]

 
Ma la modernità impazzita non è altro che il riflesso della tua mente folle.

La tua mente è terrorizzata dal silenzio, dal vuoto, dal non sapere, dal non far niente, dal nulla, dall’assenza di stimolo, dal non pensiero. Per questo cerca incessantemente uno stimolo dopo un’altro, si attacca a un pensiero dopo un’altro, cerca in continuazione una prospettiva di sollievo: vuole una pizza, poi l’ipad, poi la tv al plasma, poi la settimana bianca, un marito ricco, diventare qualcosa o qualcuno di diverso, potere sesso denaro, e tutti gli oggetti visibili o pensabili di questo mondo e di quell’altro.

E come ben sai, non si arresterà nemmeno se otterrà ciò che desidera. Anzi, diventerà più capricciosa.

 
A questo mondo vi sono solo due tragedie: una è non ottenere ciò che si vuole, l’altra è ottenerlo. Questa seconda è la peggiore, la vera tragedia.[2]

 
Grazie all’avidità della mente tutta la tua vita diventa il rincorrere affannoso di uno stimolo dopo l’altro senza reale soddisfazione.
Sei trascinato, manipolato, pilotato.
La società dei consumi utilizza la fame egoica della mente inducendoti all’attaccamento e potenziandolo dentro di te.

Ma in definitiva chi ti tiene al guinzaglio, chi ti sfrutta, chi ti induce a consumare, non è la pubblicità, non è la società, non sono i politici.

È la mente.
La mente è il luogo dove cercare il Nemico.
La mente è il luogo dove ha origine la società dei consumi, ed è anche il luogo dove si origina il Nulla.

Non resta che osservare la folla rincorsa allo stimolo insoddisfacente e affrontare chi ti spinge in quella direzione.

Chi si ferma è salvato.


[1] “Non riesco ad avere nessuna soddisfazione, e ci provo, e ci provo…”; (I Can’t Get No) Satisfaction, Mick Jagger, Keith Richards (Rolling Stones),

 

[2] Frase attribuita a Oscar Wilde o a George Bernard Show, (scegli tu chi preferisci).

 

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Questa voce è stata pubblicata il luglio 18, 2013 da .
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